Sara Ghezzo

Mie Piccole Geishe

“Mie Piccole Geishe”

11 luglio2009/30 agosto 2009

 

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“Figure eleganti, raffinate ed enigmatiche.
Condensato di sensibilità artistica e bellezza che appaiono in uno spazio magico dove accadono cose straordinarie.
Piume cadono dal cielo o da un arazzo.
Oche partecipano al rito del the.
Vasi che, come grandi ventri, generano donne destinate a divenire nuove geishe.

Nel percorso di creazione dei quadri, cromatismi, dapprima accesi, man mano si dissolvono mentre le geishe diventano creature effimere, evanescenti scomparendo nell’intimo o in un inconscio popolato da creatute marine.”

Sara

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“Se ci si ferma ad ammirare le forme di una delle molteplici geishe ritratte da Sara Ghezzo si rimane colpiti da qualcosa di potente e, insieme, sottile, quasi impalpabile. La potenza sta tutta nel gioco sapiente dei colori, nei contrasti cromatici, nelle bizzarrie dei soggetti che sembrano giocare con linee e tratti morbidi, quasi vaporosi, senza perdere, neppure per un istante, intensità. La forza, ancora, si cela nella vividezza degli sfondi o, viceversa, nel loro assoluto candore; nella carezzevole bellezza degli argenti, degli ori o degli azzurri, colori nei quali si vorrebbe quasi annegare. Lo sguardo, così, cade nella rete tessuta e nascosta con maestria da Sara Ghezzo, lasciandosi cullare dall’apparente levigatezza delle forme e dal nitido apparire delle immagini, per poi venire improvvisamente sollecitato dal turbamento innocente dei sensi, grazie ad una potenza erotica che, deprivata di ogni volgarità, chiama in causa emozioni e sentimenti quasi allo stato puro. Una purezza originaria che non appare mai, però, primitiva o barbarica, perché viene salvata dalla leggerezza di una brezza, dal solletico di una piuma, da un refolo d’aria che agita appena una ciocca di capelli.

L’impalpabilità, infatti, sta proprio qui, nella soavità delle trasformazioni e dei movimenti che prendono vita nell’immagine e sembrano muoversi fino a noi che le guardiamo: le piume che cadono dai capelli, il profumo del mare e dei coralli, la fresca fragranza della pelle bianca che si intravede nelle aperture di un kimono. Il tutto inserito in una spazialità non ben connotata e che, proprio grazie alla sua elusività, ci permette di immaginare che queste donne emergano da uno spazio interiore, da una “terra di nessuno” in cui regna solo la libertà. Alla fine, il mondo artistico di Sara Ghezzo sembra un universo di idealità idrogenate, nelle quali l’essere umano si possa riconoscere libero dalle paure interiori, quasi riconciliato con il non-senso con cui, spesso, si deve confrontare. Un mondo nel quale, prima di ogni prospettiva costringente, prima di ogni senso concettoso e prolisso, prima di ogni ideologia e sovrastruttura culturale, esiste la nudità dei sentimenti, la loro cristallina evidenza, la loro imprescindibile potenza. Un mondo, quindi, in cui la persona, ricondotta alla sua umanità, si riconosce nella sua innocenza quasi incontaminata. E questa sembra anche essere l’essenza dell’arte di Sara Ghezzo: una forza devastante e, insieme, sussurrata, addomesticata e, nel contempo, potentemente selvaggia.”

 Marco Gallizioli

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1 Commento

    Ciao Sara, in primis grazie per la visita al mio blog :) Come da te suggeritomi sono venuta a dare un’occhiata ai tuoi lavori e devo farti davvero i piu sinceri complimenti: mi piacciono davvero :)
    Spero riuscirai a raggiungere il successo che ti meriti…
    Lisa

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